Comunicazione in remote working | Umberto Maggesi Consulente
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Comunicazione in remote working

smart remote working

Comunicazione in remote working

La comunicazione in remote working

Moltissimi professionisti come te si sono trovati proiettati in una nuova modalità lavorativa (nuova in Italia, in molte parti del Mondo è già consuetudine) fatta di lavoro a distanza, interazioni davanti allo schermo e un cambio drastico dei canali comunicativi.

Quando siamo in presenza la comunicazione verbale, para verbale e non verbale viaggia su strade parallele contribuendo a influenzare il messaggio (evito appositamente di parlare di percentuali “derivate” dallo studio di Albert Merhabian in quanto sbagliate per come sono narrate in troppi corsi di comunicazione).

Nella modalità di comunicazione in remote working, tuttavia, abbiamo una visione parziale del nostro interlocutore, molti aspetti del non verbale ci sono preclusi, il para verbale è in balia dell’accuratezza dei nostri apparecchi e molto è lasciato in mano al verbale.

Più consapevolezza nella comunicazione in remote working

Le parole che dici sono importanti perché costruiscono il tuo Mondo e raccontano molto più di te di quanto tu non pensi. E raccontano molto più dei tuoi interlocutori di quanto riesci normalmente a catturare.

Ritengo che, alcune trappole comunicative, già problematiche nelle interazioni in presenza, si accentuino nella comunicazione in remote working.

Quando comunichi vuoi certamente passare un messaggio, ma anche mantenere una determinata immagine di te. Come fa anche il tuo interlocutore. Tuttavia non sempre l’effetto è in linea con l’intenzione.

Forse sei una persona che entra nello specifico, fornisce molti dettagli, fa distinzioni precise, racconta pregressi e sottolinea tutte le conseguenze di un’azione. Questo perché credi sia giusto, nei confronti dell’altro, raccontare precisamente i dettagli e fornirgli tutte le informazioni utili al lavoro… dall’altra parte potresti essere percepito come pedante, puntiglioso, noioso…

O forse nel tuo caso, i ruoli sono ribaltati e da quando fai comunicazione in remote working con un tuo collaboratore, ti sei accorto di quanto è pedante, puntiglioso, noioso…

Vediamo qualche esempio come pretesto per chiarire e non come schema rigido, univoco o meccanismo lineare:

Comunicazione in remote working

Insisti con richieste di pareri.

“cosa ne pensi?” “vuoi?” “cosa ne dici se?”

Sempre e solo ottimista,

positivo a oltranza

Lo dico per te!

Lo faccio per l’azienda!

Bisogna occuparsi di questo…

C’è da fare…

intenzione positiva di come voglio essere percepito

Premuroso, collaborativo,

che tiene in considerazione il parere degli altri

Non mi lamento mai,

sono stoico

altruista,

pronto al sacrificio

ho iniziativa,

mi accorgo dei bisogni

come in realtà potrei essere percepito

indeciso, bassa autostima,

poca indipendenza e capacità di giudizio

non vede i problemi,

oppure falso

falso

manipolatore

fallo tu,

non mi coinvolgere

Comunicazione in remote working, qualche strategia

La prima cosa è accettare questo normalissimo divario fra intenzione e risultato, quindi investire più tempo per spiegare l’intenzione positiva dietro la comunicazione. In remote working, finita la comunicazione, non vedi il collega che si mette d’impegno, prende in seria considerazione i consigli che gli hai dato, valuta attentamente i dettagli per fare un lavoro di fino, inizia a occuparsi di quella faccenda in sospeso che ha sollecitato… la comunicazione in remote working finisce con la percezione di chi ha ricevuto il messaggio.

ad esempio:

Ti do questi particolari per essere certo che tutto sia allineato…

Ti chiedo questo per avere un altro punto di vista su…

Ho sollecitato questo aspetto perché credo sia stato trascurato e non è ben chiaro chi se ne occuperà.

Ricorda che il NON detto è interpretabile, mentre ciò che dici sistema, se non tutti, molte crepe comunicative.

smart remote working

Comunicazione in remote working, la restituzione

Se invece è il messaggio dell’altro che vuoi chiarire, restituisci quello che hai capito, magari in forma di domanda o dubbio e nota come risponde:

Quindi, correggimi se sbaglio, mi stai dando tutti questi particolari per essere più allineati?

Stai sollecitando questo aspetto perché ritieni che ce ne siamo dimenticati e che nessuno se ne occuperà?

Sarà il tuo interlocutore a chiarire cosa sta dietro la sua comunicazione, aiutandoti a entrare di più nel suo modo di vedere la cosa, inoltre apprezzerà il fatto che tu approfondisci, senza giudizio, il suo pensiero!

Adesso è il momento di agire, per ripartire a gonfie vele.

Puoi rendere la tua comunicazione molto più efficace, adattandola al remote working o a qualsiasi altra tua esigenza particolare.

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Comunicazione in remote working

by Umberto Maggesi Tempo di lettura: 5 min