Umberto Scrittore | Umberto Maggesi Coach
scrittore, romanzi, giallo, fantasy, thriller, storico, racconti, letteratura
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Umberto Scrittore

Scrittura computer

La scrittura è la modalità che mi permette di fermare su carta la vita, le emozioni, i pensieri. La scrittura mi ha aiutato tantissimo in momenti particolari della vita e mi ha insegnato l’importanza del trasferimento di competenze!

Capita che le persone siano abili a fare una cosa e non riescano a mettere le stesse competenze in altre aree della loro vita. L’errore è percepire la vita come una serie di scomparti separati (lavoro, affetti, passioni, hobbies, relazioni) dove noi agiamo in maniera frammentata!

Pensa a qualcuno che sa intessere buone relazioni di amicizia, non potrebbe essere una competenza ottima anche in ambito lavorativo?

Oppure qualcun’altro che è organizzatissimo nei suoi hobbies, metodico, attento, ordinato, in quale altri ambiti potrebbe utilizzare queste competenze?

Con la scrittura ho allenato la pazienza, l’empatia (dovendo gestire i punti di vista dei vari personaggi), l’amore per la ricerca e l’entusiasmo nell’imparare cose nuove (soprattuto nei romanzi storici), la flessibilità (avendo a che fare con il mondo dell’editoria) e tante altre competenze che ora mi sono molto utili.

E tu quali competenze hai da poter trasferire nei vari ambiti della tua vita?

Ecco qualche estratto da alcune mie mie pubblicazioni, chiamiamole pillole di scrittura, in cui ho ritrovato cose utili.

Il popolo elettoIl candeliere spandeva una luce esagerata. Marik figlio di Narik si compiaceva della ricchezza che lo circondava. All’archivio del comando bisognava risparmiare su tutto, ti venivano gli occhi strabici a leggere con i mocci di candela che ti davano. Stiracchiò braccia e collo e riprese il suo lavoro, facendo molta attenzione. Chi aveva contraffatto i registri non era uno sprovveduto, l’inchiostro era stato cancellato perfettamente. Lo stesso orchetto si chiedeva che tipo di solvente avessero usato. Il capitano Montego si fidava di lui. L’orchetto sentì tutto il peso della responsabilità, ma anche la leggerezza dell’apprezzamento del superiore. Tanti dicevano che il capitano Lukkar Montego era un arrogante e maleducato, ma Marik figlio di Narik non lo pensava e avrebbe messo in campo tutta la sua abilità per accontentare il superiore. I tratti dello stilo sulla carta erano rimasti. Bastava inclinare il tomo rispetto alla luce e…

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La protezione dei Fraticelli non era disinteressata. In quel periodo l’ordine stava tornando ad affermarsi, difendendo con i denti la propria autonomia dal potere secolare.

Romanzo StoricoGli sgherri non si erano rassegnati. Per giorni erano rimasti fuori dal piccolo convento, dandosi il cambio. Allora non gli era rimasto che dare i voti. Consegnare l’anima a Dio e il corpo alla Chiesa Cattolica e Apostolica. Era una presenza comunque ingombrante, per cui lo avevano mandato dai Benedettini di Altomaniero, ben sorvegliato e consegnato all’abate. Padre Michele gli aveva fatto un lungo discorso, nessuna minaccia. Parole di conforto che avevano raggiunto il suo cuore.

Non era stanco di scappare?

Non era stanco di guardarsi continuamente le spalle?

Sì, era davvero stanco di sentirsi continuamente braccato. Aveva voglia di fermarsi e un posto valeva l’altro. Meglio non dormire per pregare, che non dormire per la paura dei gendarmi. Poco alla volta la vita dell’abbazia lo aveva assorbito. Sapeva fare tante cose e, a volte, si sentiva molto più utile di quei pomposi frati che coloravano i loro libri. Non sapeva leggere e parlava un latino talmente sgrammaticato da far sorridere persino gli studenti. Non davanti a lui ovviamente. Però aveva trovato un luogo dove sentirsi utile e accolto.

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Romanzo RinascimentoLa guerra aveva fatto agitare tutti i nobili d’Italia, ormai avevano capito che Carlo VIII sarebbe arrivato tranquillamente a Napoli. Si diceva che Alfonso volesse abdicare, fuggire in Sicilia. Il Papa cercava di tenersi buoni tutti quanti, preoccupato della presenza del Della Rovere vicino al re francese. Piero de’ Medici era stato scacciato e la voce forte di Firenze era diventato il Savonarola. Guidobaldo da Montefeltro combatteva per il Papa, sperando che il figlio del Santo Padre non cercasse di mettere le sue manacce su Urbino. Illuso, se ne sarebbe accorto non appena il pericolo francese fosse passato! I Gonzaga e i d’Este cercavano di tenere piedi in ogni scarpa, aspettando l’evoluzione dei fatti. La Serenissima era ovviamente contro il Moro, più che mai ora che lo stupido e manovrabile nipote era morto. Milano sarebbe diventata ancora più forte, ma dipendente dai francesi!

Lui sapeva tutto. Lui vedeva tutto.

─ Le vie del Signore sono infinite.

Quante volte aveva sentito quella stupida frase! Lui, le vie del Signore le piegava! Era il momento di tenere la testa ben salda sul collo. Vigilare. Sorridere tenendo un pugnale dietro la schiena.

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Romanzo FantasyOmbre attorno al basso edificio.

Brillio di lame e luccicore di corazze alla luce delle lune. Qualcuno stava prelevando armi. Niente torce, nemmeno candele o il più piccolo lume. Non ci voleva una gran fantasia a capire di chi si trattasse.

─ Fermi! Ma cosa accidenti…

Un grugno rettiliforme gli si parò davanti. Ringhiare sommesso, proveniente da zanne snudate. Lukkar ne vedeva il biancore fra le ombre dei lineamenti. Una daga puntata verso di lui scintillò di lampi pericolosi. Lukkar si sistemò in posizione di guardia ed estrasse… il pugnale. Una parte della sua mente riuscì a trovare il tempo per sorridere del ridicolo della situazione, poi il goblin affondò un attacco.

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La musica cambiò fondendosi in un fiume morbido, che portò serenità al cuore. Come i ricordi di un’infanzia lieta. Il profumo di una madre o il La Prediletta dagli Deitepore sotto le coperte in un mattino di festa, quando la stagione del risveglio colora i giardini del cinguettio degli uccelli e i profumi hanno i colori splendenti dei fiori.

Le mani raddoppiarono la velocità, scagliando note che scaldarono i cuori del pubblico. Sprizzi di gioia sbocciarono fra gli invitati. Tutte le liete sorprese che ci strappano un sorriso. I momenti indimenticabili che ci lasciano senza fiato dalla meraviglia e ci mostrano l’incanto del vivere. L’arpa sosteneva la musica con toni bassi, potenti e lievi pizzicori acuti. Le note del violino volavano alte, guizzando in arpeggi che si riversavano sul pubblico. Quando la musica finì, per parecchio tempo nessuno si mosse. Tutti cercavano di restare aggrappati a quelle sensazioni di sogno, a quella meraviglia che per qualche attimo li aveva colmati di tutto ciò che di bello offre la vita. Poi esplose un fragoroso applauso, un battere di piedi e un inneggiare i loro nomi. I due s’inchinavano tenendosi per mano. Gli occhi di Liomanthill sfolgoravano d’orgoglio. Le labbra leggermente incurvate in un sorriso di condiscendenza. Tumha’le pareva serena. Il viso tranquillo di chi ha fatto qualcosa per il proprio piacere.

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Romanzo FantasyGrauk non era certo che avrebbe preferito trovare soltanto orchi sulla sua strada. Era incuriosito dalle altre genti, così come lo era stato per i goblin. Anche uomini, nani ed elfi risvegliavano il lui il desiderio di conoscere. Con i membri del clan non poteva parlare di queste cose e il silenzio gli rodeva. C’era qualcosa di diverso fra lui e i suoi fratelli, non sapeva descriverne esattamente la natura, ma solo gli effetti: un progressivo isolamento dai suo simili, una continua scontentezza che lo aveva portato ad abbandonare il clan delle Asce Incrociate.

Sospirò di scontentezza. Fuori l’alba stava arrivando, era ora di abbandonarsi al sonno. Un riposo che ultimamente non lo soddisfaceva più come un tempo.

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Storico Thriller giallo

L’uomo finì di scrivere e si appoggiò allo schienale della sedia. I dolori si accesero di voci pungenti, pulsanti e brucianti. Cicatrici. Vecchie compagne di viaggio. Fratture mal ricomposte. Ricordi che custodiva gelosamente. Bertone Aiallo ne aveva viste di battaglie e più volte la faccia della morte sorridergli. Alla fine avrebbe vinto lei, lo sapeva bene, ma prima avrebbe marchiato la storia col suo nome. Fissò le carte e i calamai sospirando scontento. Non sarebbe morto lì. Forse una volta Castei era un avamposto cruciale. Quando Mantova e Verona si accapigliavano per un metro di terra, un campo di grano, un fiume o un guado. C’erano morti tanti eroi lì. Sconosciuti, le cui gesta erano morte con loro. A lui non sarebbe capitato.

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Copertina Io, il mostro

 

 

Devo comunque togliermi di dosso l’odore di galera. Fare il bravo per un po’, il solo pensiero stringe ganasce di paura nelle mie viscere. Stare buono. Rinunciare. Attendere. Sento già il panico allungare vischiose bave fredde dentro di me. Lunghi mesi di non vita e brutti pensieri. I brutti pensieri hanno voci echeggianti: quella di mia madre, quella di mio fratello, quelle degli stupidi studenti che mi deridevano. In verità mio fratello non l’ho mai conosciuto, ma so bene che le urla che sento dentro sono le sue, di quando lo hanno mangiato. Per anni ho sognato di tornare a Yablocnoe per ritrovare i responsabili.

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Parole mirate a centrare punti deboli, sensi di colpa e nervi scoperti. Ha ventisei anni di esperienza che l’hanno aiutata a costruire una mappa precisa della mia mente e del mio cuore.

            Quando l’università è diventata un bagaglio troppo ingombrante da portarmi appresso, ho dovuto cedere all’evidenza. I voti hanno subito una decrescita costante, mentre la fatica per assimilare i concetti dell’economia e del commercio s’innalzava fino a vette inarrivabili.

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Zodiaco di Sangue Umberto Maggesi

 

 

 

Sguardi astiosi. Occhi gonfi di rancore. Nel suo lavoro ci era abituato. La ricerca della verità si persegue rimestando nel torbido, agitando acque putride e riesumando segreti che avevano trovato una loro comoda locazione nel buio. A nessuno piacciono le persone che rimestano nel torbido.

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Complotti e Sangue Umberto Maggesi

 

 

 

Molti asserivano che la diplomazia è l’arte dei deboli e dei vigliacchi, se evitare guerra e morte era da vigliacchi allora lui meritava l’alloro. Negli anni al servizio della corte di Mantova aveva sì fatto gli interessi del suo padrone, ma sempre cercando la via più lontana dalla guerra. Come tutti gli uomini di quei tempi travagliati aveva confidenza con la morte e il dolore e non sentiva la necessità di procurarne altro.

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Patto Insanguinato Umberto Maggesi

Ladro e assassino. Questo era. Suo padre aveva già deciso che avrebbe fatto il soldato, non si era rammaricato troppo per la morte di sua moglie, che gli aveva dato tre femmine e un maschio più gracile di quanto sarebbe stato giusto aspettarsi. L’aveva portato nelle piccola guarnigione di Castel Vecchio dove prestava servizio per i signori di Verona. Guglielmo aveva scoperto subito di non essere il guerriero che suo padre si era immaginato. Se era cresciuto nel corpo non altrettanto aveva fatto lo spirito guerriero dentro di lui. Non gli dava piacere il pericolo. Non si sentiva esaltato nell’andare incontro a picche e spade. Soprattutto non gli piaceva rischiare la vita per arricchire qualcun altro. L’unica cosa che aveva imparato era stato uccidere senza ingarbugliarsi nei sensi di colpa.

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Ornamento Sangue Umberto Maggesi

La signoria di Gazzuolo rifletteva tutto l’impegno del suo signore per essere all’altezza di Mantova. Le costruzioni erano nuove, imponenti e con una certa grazia. Parecchie ancora da finire, il tema classicheggiante si rifletteva nelle colonne, gli archi riccamente decorati e i capitelli dai temi floreali. Gianfrancesco Gonzaga non badava a spese per essere al pari del nipote marchese. C’era parecchia gente per le vie, molti colori. Le chiacchiere serpeggiavano dando allegria alle strade. Nelle botteghe gli acquirenti aprivano le borse, ne uscivano con involti e pacchetti. Chiese indicazioni per arrivare al Palazzo del Podestà, che si rivelò più una grossa casa dove lavoravano, vicepodestà, magistrati, avvocati e giureconsulti.

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Cuore giovane tigre, Umberto Maggesi

 

 

“La natura ha le sue leggi, giovane Nhan, non trasformare la tua paura in odio” Il maestro si accosciò in modo da trovarsi occhi negli occhi con Bu “E’ un sentimento disonorevole, piuttosto ringrazia gli antenati che ci hanno protetto e la tigre che non ha cercato di vendicare tutti i parenti uccisi dall’uomo”

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Scuola Stagno Umberto Maggesi

 

“Immagina la nostra lunga scala, pensa al tuo gradino, a quello dove stanno i tuoi piedi. Non a quello prima ne tanto meno a quello dopo. La tua testa, il tuo cuore, il tuo pensiero, ogni cosa deve essere sul presente, su ciò che stai lavorando.”

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Setta Bugiarda Umberto MaggesiQuell’avvenimento era rimasto per troppo tempo appena dietro l’angolo, appena oltre la mia portata per ventisette lunghi anni. La vita è più brava di te sogghigna e aspetta.  Avevo imparato a mentire, se non altro per far star tranquilla mia madre e zitta la sorella maggiore. Sì ‘sta sera esco. Sì è un uomo. Sì è simpatico. Poi ho iniziato a condire le cose, tanto per dargli un po’ di forma. La mia realtà virtuale era l’architettura di bugie che erigevo automaticamente. Molto più reale del mondo fisico, sicuramente più interessante.

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