Il sogno di diventare campioni - Umberto Maggesi Coach
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Il sogno di diventare campione!

Medaglia d'oro

Il sogno di diventare campione!

Sogni di diventare un campione?

La discussione, fra chi ritiene che un campione abbia doti naturali, una marcia in più, qualcosa nel DNA che lo pone al di sopra dei comuni sportivi, rispetto a chi ritiene di no è annosa e ancora non ha avuto una risposta certa. Un aspetto che influenza il sogno di diventare campioni di molti atleti.

Ovviamenteesistono casi eclatanti di giovanissimi che hanno mostrato doti e carattersitiche inspiegabili. Non collegabili a preparazione e allenamento (anche in campo artistico, se si pensa a giovanissimi che suonano strumenti senza aver mai effettuato alcun tirocinio).

 

Quindi il comune mortale non può tendere all’eccellenza?

Prima di darti la mia opinione, voglio condividere con te la storia di Wilma Rudolph nata nel 1940 a Clarksville. Ventesima di ventidue figli in una famiglia povera del Tennessee. Non proprio il più favorevole background per tendere all’eccellenza. Inoltre Wilma fu colpita dalla poliomelite in giovanissima età (rischiando di rimanere zoppa dalla gamba sinistra), dovette portare un apparecchio correttivo e recarsi due volte la settimana all’ospedale per i neri; che distava 80 Km dalla sua casa, per la riabilitazione.

Usa ciò che hai a tuo vantaggio!

Di quegli anni Wilma raccontava che gli sono serviti per sviluppare uno spirito competitivo. 320Km alla settimana le hanno insegnato la resistenza. Fino a quando a 12 anni finalmente può cominciare a camminare normalmente e fare la sua prima lezione di educazione fisica.

Wilma si innamora dello sport, prima la pallacanestro e poi l’atletica. Si allena con costanza e determinazione e a 16 anni partecipa alle Olimpiadi del 1956 nella squadra statunitense di staffetta 4X100 vincendo la medaglia di bronzo.

 

Campionessa, un sogno divenuto realtà.

Alle olimpiadi del 1960 a Roma vincerà tre medaglie d’oro:  Nei 100 m, dopo aver eguagliato il record mondiale correndo la semifinale in 11″3, vince nettamente la finale in 11 secondi netti, tempo non riconosciuto come nuovo record mondiale per via dell’eccessivo vento favorevole. Tre giorni dopo bissa il successo vincendo i 200 m in 24″0, dopo aver eguagliato il record olimpico correndo in 23″2 nelle batterie eliminatorie. Conquista infine il terzo oro nella staffetta 4×100 m, gara conclusa col nuovo record mondiale in 44″5. Associated Press la nomina Atleta donna dell’anno nel 1960 e nel 1961, anno in cui migliora il record mondiale dei 100 m correndo in 11″2. (fonte “Resisto Dunque Sono” Pietro Trabucchi)

Wilma Rudolph

Cosa ha fatto la differenza?

Wilma non è certo nata con “il vento a favore”.  La condizione di povertà, il fatto di essere di colore nel Tennessee degli annni ’40, la famiglia numerosa e infine la poliomelite, avrebbero fatto desistere molti aspiranti atleti. Eppure lei ha insistito inseguendo il suo sogno.

 

Le strategie del campione.

Non possiamo sapere quali pensieri ha generato Wilma, ma sono certo che erano pensieri di possibilità e non pensieri incatenati ai limiti della sua vita. Erano pensieri che sapevano trovare un lato positivo a ciò che le stava accadendo (farsi 80Km per la riabilitazione due volte la settimana e scoprire che questo “disagio” l’ha armata di spirito competitivo). Poi naturalmente c’è stato il duro lavoro l’allenamento, i sacrifici, le rinunce ecc.Wilma Rudolph Oro Olimpiadi

Ritengo che questa storia (ma ce ne sono molte altre) sia emblematica di come i nostri pensieri seguiti dalle nostre azioni concrete, ci possano portare ovunque vogliamo. Ci saranno certo gli atleti dotati di caratteristiche fisiche che li aiutano in un determinato sport. Quelli che hanno avuto la fortuna di allenarsi nelle migliori palestre o società sportive. Quelli che non dovevano fare sacrifici dal punto di vista economico. Quelli con un fisico sano, ma a Wilma Rudolph questi vantaggi non sono stati indispensabili per riuscire!

 

Il “segreto” del campione.

A Wilma è stato indispensabile generare uno stato mentale di possibilità, accedere alle proprie risorse senza preoccuparsi delle circostanze ed essere disposta a fare i sacrifici necessari!

A mio avviso sono queste le tre cose indispensabili per ogni successo. Inoltre tirare in ballo doti naturali (soprattutto quando ci si relaziona con i  giovani) rischia di creare “alibi” nell’atleta con convinzioni di questo tipo: Se non riesco vuol dire che le mie doti non bastano quindi inutile insistere. Di contro tirare in ballo i pensieri di possibilità, l’impegno e il sacrificio, consente di dare strategie all’atleta per superare anche il più alto degli ostacoli!

Ecco l’unico “segreto” del campione, la capacità di trovare un modo nonostante le circostanze. La capacità di costruire possibilità mentali e strategie efficaci. Tutto questo, con la consulenza di un mental coach, sarà più facile e veloce!

Per approfondire contattami ora.



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Il sogno di diventare campione!

by Umberto Maggesi Tempo di lettura: 4 min