A Natale la paura del giudizio | Umberto Maggesi Coach
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A Natale la paura del giudizio

paura del giudizio

A Natale la paura del giudizio

Sabrina e la paura del giudizio

In una sessione di coaching con Sabrina, dirigente di una società che produce piccoli elettrodomestici, vengo a sapere che le sue poche ferie natalizie sono state rovinate, tanto da farle desiderare che il lavoro riprendesse al più presto possibile.

Nello specifico, al pranzo di Natale, con marito, figlio e genitori, ha invitato la nuora e i consuoceri per condividere questo importante momento. Durante la giornata ha colto commenti, poco lusinghieri, sulla sua casa, le pietanze servite e l’allestimento della tavola.

Qualcuno potrebbe sorridere per una questione come questa, fare spallucce e proseguire imperterrito la sua vita. Per altri la paura del giudizio è una componente ingombrante della propria vita, che condiziona scelte, stato emotivo e il livello dell’autostima.

Per Sabrina è stato un vero colpo che l’ha seguita anche i giorni successivi. Continuava a risentire quei commenti fatti in tono sprezzante.

La paura del giudizio, nella società di oggi, ha meno importanza

Se dovessimo analizzare da dove arriva la paura del giudizio, dovremmo tornare indietro di migliaia di anni nell’evoluzione dell’Umanità.

Quando abitavamo in caverne e vestivamo di pelli animali e, far parte di un clan, significava la differenza fra vivere e morire.

Oggi le cose non stanno più così, anche perché abbiamo la possibilità di scegliere con chi confrontarci, o almeno decidere quanto peso dare alle opinioni delle altre persone.

La  paura del giudizio è una scelta

Come tutti i pensieri che hai, anche la paura del giudizio è una scelta.

Immagina di essere al posto di Sabrina al suo pranzo di Natale, puoi focalizzarti sui commenti poco lusinghieri dei consuoceri, oppure notare la felicità di tuo figlio e sua moglie nel vedere insieme le due famiglie. Puoi vivere la gioia del momento attraverso gli occhi dei nonni, che vedono la continuità del loro progetto di vita nelle giovani generazioni.

Dalla paura del giudizio alla serenità

Ovviamente non possiamo essere totalmente impermeabili al giudizio altrui, sarebbe cosa poco utile e ci priverebbe di feedback importanti.

Quando riceviamo un giudizio poco lusinghiero o addirittura sprezzante, spesso si cerca in noi ciò che non va.

Sabrina ha rimesso in discussione la casa dove abita da oltre quindici anni, si è chiesta cosa poteva fare di più in cucina, non sentendosi abbastanza, non sentendosi adeguata.

In realtà un giudizio sprezzante ci dice qualcosa sulle persone che lo fanno. Ci dice qualcosa sui loro limiti. Ci dice qualcosa sulle loro paure.

Quando la paura del giudizio bussa alla porta, domandati che cosa, l’episodio scatenante, ti dice sulle persone che ti hanno giudicato. Ecco un buon pensiero da conservare.

Non lasciare alla paura del giudizio il timone

Focalizzarsi su ciò che hai sentito, continuare a riviverlo nella tua mente ti fa sprecare molte energie emotive, ti impedisce di goderti le cose belle, lascia alla paura del giudizio il timone dei tuoi pensieri… e sono certo che non ti porta in luoghi piacevoli.

Certamente, il giorno di Natale a casa di Sabrina, sono successe tantissime cose belle, grandi e piccole. L’attenzione va su quelle. Il film che decidi di raccontarti lo monti tu, zoomando sui particolari più o meno piacevoli, facendo un fermo immagine su quel particolare momento, bello o brutto. Allestendo una trama fatta di bei dialoghi gioiosi o di commenti sprezzanti e crudeli.

Liberarti dalla paura del giudizio

La serenità è qualcosa che si può ottenere. Per prima cosa consapevolizzando da dove viene la paura del giudizio. Poi allenando quel cambiamento di focus di cui ti ho parlato. Infine decidendo quali persone frequentare e quanto farsi influenzare da loro.

Non sto dicendo che sia facile, ma con la giusta guida e gli strumenti opportuni è qualcosa alla portata di tutti.

Per approfondire l’argomento contattami qui.



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A Natale la paura del giudizio

by Umberto Maggesi Tempo di lettura: 3 min