01 Ott Postura emozioni, un legame a doppio senso
Postura ed emozioni sono interdipendenti?
Postura emozioni, mente corpo sono in stretta relazione. Diversi studi mostrano questo importante legame. Che l’emozione definisca una postura lo vedi tutti i giorni. Incontri un o una conoscente, vedi che ha le spalle incurvate, la testa piegata in avanti, parla a voce bassa e le mani sono abbandonate lungo il corpo. Probabilmente non starà provando una grande felicità.
Non sai cosa passa per la testa di quella persona. Non conosci le sue vicissitudini (non telepatico), ma intuisci che sta provando emozioni molto vicine alla tristezza, malinconia, afflizione se non addirittura angoscia.
Quando è la postura a influenzare le emozioni
Se tu assumi una certa postura puoi richiamare un’emozione desiderata?
Diversi studi dimostrano che, alcune posture, donano una sensazione di sicurezza, determinazione e potenza. Altre, abbassano la percezione di potere e forza, infiacchiscono e impediscono di attingere a tutte le proprie risorse.
In una conferenza TED, la psicologa Amy Cuddy introdusse il concetto di “power posing”. Una postura che trasmette forza e sicurezza. Da quel momento, numerosi allenatori e guide hanno sostenuto che alcuni tipi di posture del corpo rendono le persone più sicure di sé. Ma quanto riportato ha una reale base scientifica?
Postura emozioni, studi scientifici
Nel 2014 Lee e Schnall hanno riferito che, dopo aver assunto una postura di potere (spalle diritte, testa alta, mani ai fianchi, schiena diritta, respirazione ampia, voce chiara), le persone giudicavano dei pesi da sollevare meno pesanti. Diversamente da quando assumevano posture a bassa potenza (spalle curve, torace incassato, muscoli rilasciati, respiro corto e lento, voce bassa).
Carney, insieme al suo team nel 2015, ha discusso gli effetti delle posture espansive rispetto a quelle più contratte, sostenendo che le posture espansive aumentano l’autostima e le emozioni associate (sicurezza, determinazione).
Postura emozioni e autostima
Lo studio di Körner e colleghi (2021) ha cercato di studiare possibili aumenti nell’autostima, a seguito di posture del corpo aperte ed espansive. Gli autori hanno ipotizzato inoltre che l’assunzione di posture chiuse e contratte portasse ad una diminuzione dell’autostima percepita.
I loro risultati hanno rilevato una maggiore autostima negli studenti che avevano assunto posture ad alta potenza rispetto agli studenti del gruppo di controllo o del gruppo che ha assunto posture a bassa potenza. L’aumento dell’autostima si è verificato anche nel mondo reale. La conclusione dei ricercatori è che, gli effetti della postura di potere, probabilmente, non sono limitati al solo ambiente di laboratorio.
Invece…
Interessante notare che, questo studio, non ha rilevato la stessa influenza sull’emozione da parte delle posture a bassa potenza. Forse perché queste ultime sono simili a posizioni neutre e quindi meno impattanti.
Rispetto allo studio di Carney e colleghi (2010) i partecipanti dello studio di Körner hanno trascorso il doppio del tempo nelle posture a basso e alto potere. La quantità di tempo che dovrebbe essere speso in una postura del corpo per ottenere degli effetti non è ancora chiara. Gli studiosi hanno utilizzato diverse posture del corpo, un diverso numero di posture e diversi lassi di tempo.
Mente corpo
I meccanismi soggiacenti alla relazione esistente tra una postura di potere e autostima non sono ancora chiari e dovrebbero essere oggetto di ricerche future. È stato riportato che una postura di potere aumenta a sua volta le emozioni legate alla sicurezza (Studio Gronau et al. 2017).
È stato dimostrato che il senso di sicurezza innesca il sistema di attivazione comportamentale (Studio Keltner et al. 2003), che a sua volta è collegato a un aumento dell’orientamento all’azione e delle emozioni positive. Una spiegazione dell’aumento dell’autostima può derivare dall’ipotesi dello stress power buffer (Carney et al. 2013), che propone che avere sicurezza porti a una ridotta risposta allo stress e a una ridotta coscienza di sé.
Ingannare la mente
Le posture di potere migliorano la gestione dello stress (Studio Nair et al. 2014). Un’altra spiegazione potrebbe essere legata all’auto-percezione (Bem, 1967), che postula che le persone sviluppano atteggiamenti auto-diretti osservando il proprio comportamento.
La mente di una persona in una postura di potere può dedurre di essere sicura di sé se assume una postura del corpo espansiva e aperta.

Quindi ora cosa puoi fare? Controlla la tua postura tipica, nota come ti muovi e che posizioni assumi nei vari ambienti che frequenti. Nota che posizione corporea assumi davanti alle varie persone che frequenti quotidianamente. Soprattutto nota quali emozioni ti attraversano mentre sei in quella determinata posizione.
Se è il caso cambia. Raddrizza le spalle, tieni la testa alta, guarda i tuoi interlocutori negli occhi, espandi il tuo copro nello spazio. Evita di rannicchiarti su una sedia, o di ciondolare mollemente mentre cammini.
Scoprire di poter influenzare le emozioni con i tuoi pensieri e postura è un grandissimo regalo per aumentare il benessere. Lavorando con un mental coach e counselor è più facile e veloce.
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