coaching e scrittura | Umberto Maggesi Consulente
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coaching e scrittura

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Coaching e scrittura, un’alleanza potente

Adoro scrivere. Se mi segui da un po’ conoscerai i miei romanzi. Magari ti sarai già sorbito il mio articolo di quanto sia stata importante la scrittura per me.

Ma non voglio raccontarti di questo. Piuttosto di come coaching e scrittura possano unirsi per diventare utilissimi strumenti di consapevolezza. Spesso faccio scrivere ai miei clienti riguardo aspetti del nostro lavoro: su blocchi momentanei, su convinzioni e considerazioni riguardo a un’esperienza.

I patti sono due: che scriva rigorosamente a mano e che può condividere solo ciò che desidera, ma liberi completamente il flusso di pensieri su carta.

Lo scopo principale è partire da uno sguardo d’insieme. Per poi scendere nei particolari della situazione, delle azioni intraprese e dei loro risultati, dei pensieri che hanno generato emozioni e quindi risposte più o meno automatiche. Fino all’esplorazione di nuove possibilità di comportamento.

Scrivere a mano

Quando uso la scrittura nel coaching chiedo al cliente di scrivere a mano, per quanto brutta sia la sua calligrafia. Scrivere a mano su foglio restituisce fisicità all’atto, è un processo molto più personale e intimo rispetto alla tastiera del PC e, cosa più importante, è un’operazione lenta.

Coaching e scrittura procedono lentamente, affinché i pensieri possano arrivare in superficie. Le descrizioni delle situazioni hanno il tempo di chiarirsi. Prima nella mente del cliente, poi su foglio. Le emozioni hanno il tempo di manifestarsi, mentre lo scrivente cerca le parole esatte per descriverle, definirle e fare distinzioni.

coaching e scrittura oggettivizzano e distanziano

Scrivere è un’operazione che ci aiuta a fissare su foglio determinate esperienze, quindi a racchiuderle (oggettivizzarle) in righe e paragrafi. Dandogli una dimensione fisica e allontanandole dallo scrivente, che si ritrova in una posizione ben diversa, rispetto a quando certi pensieri gli circolavano soltanto nella mente. Una situazione, percepita come enorme e di difficile soluzione, può ridursi drasticamente in pericolosità se raccontata su foglio. Le opzioni possono aprirsi come un ricco ventaglio di possibilità se elencate su foglio.

Inoltre la scrittura nel coaching aiuta a definire e narrare le emozioni, il proprio vissuto interno, i timori e le paure. Chiudendo nella fisicità della scrittura possono essere rilette entrando in contatto, in maniera più funzionale, con lo scrivente.

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Spostare il focus

la scrittura nel coaching può aiutare a spostare il focus su aree più utili. Ad esempio, in clienti con bassa autostima, sollecito un elenco scritto di tutte le situazioni problematiche in cui se la sono cavata egregiamente. Oppure l’elenco delle qualità che gli sono state utili per uscire da situazioni complicate. Questo aiuta a spostare i pensieri da depotenzianti (tipici di ha poca stima di sé) a potenzianti.

Oppure a chi vede sempre tutto nero, un esercizio utile da fare giorno dopo giorno, è scrivere un elenco delle esperienza (grandi o piccole) belle (o piacevoli) che ha incontrato durante la giornata. Inizialmente sarà difficile, ma con il tempo la mente è allenata a focalizzarsi su questi aspetti e, in mezzo a tutto il nero, cominciano a sorgere dei lumicini… l’inizio del cambiamento.

Scrittura e coaching possono spostare il punto di vista

coaching scrittura coach scrivereAltro esercizio interessante di scrittura applicata al coaching è quello di esaminare una situazione, dal punto di vista degli altri. Chiedo al cliente ad esempio di scrivere come la moglie vede la situazione, oppure al manager come il sottoposto percepisce il suo comportamento. Questo costringe il cochee a mettersi nei panni dell’altro, inevitabilmente empatizzare con lui, e definire ordinatamente in righe e capitoli le sue esigenze, i suoi bisogni e il suo punto di vista. Da qui si evince molto sulla relazione e su eventuali dinamiche disfunzionali o punti d’incontro da utilizzare nel lavoro.

Naturalmente la scrittura è il primo passo, durante le sessioni di coaching (ma anche nel counseling) poi si rielabora lo scritto facendo le valutazioni del caso e applicando gli strumenti tipici del processo che aiuta a chiarificare la problematica che si sta gestendo.

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by Umberto Maggesi Tempo di lettura: 4 min