05 Nov Allenare l’empatia si può?
L’empatia non si vede, ma si sente
Ti è mai capitato, in un momento non proprio buono, di parlare con una persona e sentirti meglio? La questione non è risolta. Il problema è ancora presente nella tua vita, ma il solo parlarne ti ha fatto già bene!
Probabilmente hai percepito l’empatia dell’altra persona. Probabilmente ti sei sentito ascoltato e compreso.
La capacità di comprendere i sentimenti e le emozioni dell’altra persona è il miglior modo per costruire la relazione. Esistono persone che ci riescono naturalmente, altre che fanno più fatica. Altre ancora che l’empatia non sanno neppure dove stia di casa.
Chi è meno empatico è cattivo? Crudele? Meschino? Non credo proprio, ritengo che non abbia gli strumenti per farlo o che proprio sia fuori dalla sua forma mentale. Ad esempio il manager che ritiene che, sul lavoro, ci si dà da fare e non c’è spazio per i sentimenti e le emozioni. Ma anche quel capo famiglia che, per paura di essere troppo tenero (o per incapacità) non riesce a costruire legami empatici con il/la partner o i figli.

L’empatia è…
…tensione a comprendere le emozioni di un’altra persona anche senza parlarne. Tramite un percorso, lento e graduale, possiamo decifrare qualcosa del significato che ha, per quella persona, l’esperienza che sta vivendo.
…interesse, disponibilità, motivazione a vedere e comprendere la sofferenza, il dolore – ma anche la gioia – degli altri, a parteciparvi con la propria risonanza emotiva.
Per prima cosa esci dalla tua… testa
Il dialogo interno, quella vocina che ti parla dentro la testa non aiuta a rafforzare empatia. Il tuo dialogo interno è risultato dei tuoi pregiudizi, della convinzioni e credenze, del tuo vissuto, delle esperienze che hai fatto. Ma tu hai bisogno di comprendere l’interlocutore, le sue emozioni, il suo vissuto, la sua esperienza soggettiva in quel contesto.
Quindi riempiti delle sue parole, della sua narrazione, del suo punto di vista. Ciò che ti serve è entrare, per quanto possibile, nella sua testa… nella sua esperienza soggettiva.
L’empatia si costruisce sull’ascolto
Dedica totale attenzione all’interlocutore (niente messaggi, telefonate, notifiche o controlli veloci dei device) il tempo che hai deciso di dedicargli è tutto suo.
Aiutalo (aiutala) a raccontare e raccontarsi. Riassumi, di tanto in tanto, ciò che hai compreso, in modo da scoprire se siete allineati. Se non dovesse essere così, sollecitatelo/a a specificare a fare migliori distinzioni nel racconto. Questo lo/la aiuterà a fare chiarezza anche in sé.
Fai domande con la sincera curiosità di comprendere dove sta il nocciolo della questione. Sentire che il tuo interlocutore è preoccupato, demotivato, ansioso ecc. Non ti dice molto su cosa ha innescato quelle emozioni.
Cosa lo preoccupa (demotiva o crea ansia) in quella situazione? Che scenari si prospetta? Da quali problemi (o disastri) sta cercando di proteggerlo quella emozione? Fatti raccontare per avere un quadro completo del suo punto di vista.

Il giudizio uccide l’empatia
Quando decidi di entrare in relazione empatica con qualcuno, devi abbandonare il giudizio. Non è il momento di giudicare se ciò che senti è giusto o sbagliato. Se il comportamento di quella persona è riprovevole o meno. Quello è il momento della comprensione (che non significa accettazione). È il momento dell’accoglienza incondizionata.
Ciò che devi suggerire nella mente dell’altro è qualcosa del tipo: “Con lui/lei posso raccontare tutto, ho la libertà di esprimere i miei sentimenti e so che non sarò giudicato“
Allenare l’empatia è possibile, con gli strumenti giusti e una buona dose di consapevolezza. Sviluppare questa importante risorsa ti aiuterà a costruire relazioni di valori in ambito personale e professionale.
Con l’aiuto di un mental coach potrai costruire un percorso personalizzato, acquisendo tecniche e strategie per una comunicazione empatica.
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