25 Feb L’ordine ti tiene fermo, il disordine ti fa evolvere
L’ordine piace, il disordine un (bel) po’ meno
Tendenzialmente, noi esseri umani, cerchiamo l’ordine, la stabilità, regole chiare e immutabili per orientarci nella vita. Siamo a disagio davanti al disordine, al caos, al contesto instabile (mutevole), alle strategie che non sono più efficaci a rispondere alle sfide quotidiane.
Naturalmente ogni individuo ha il suo temperamento e le personali inclinazioni. Qualcuno è più confidente con il disordine, ma in generale, è l’ordine che pacifica la nostra mente (e la nostra pancia).
La complessità, nei secoli passati, è passata spesso sotto traccia. Prima con il totale affidamento a divinità, a cui delegavamo il nostro destino e consegnavamo la guida delle vicissitudini del mondo. Poi ci siamo rivolti alla ragione, alla ricerca di leggi immutabili per dare ordine al caos che avevamo intorno. Poi è arrivata la Scienza. L’idea che, studiando e approfondendo, le leggi della natura, avremmo trovato tutte le risposte, ma proprio tutte. Era solo questione di tempo…
Ora siamo nel pieno di un mondo complesso e imprevedibile. Più comprendiamo, più ci rendiamo conto che le nostre convinzioni non sono così solide come pensavamo. Ogni nostra azione, scelta, valutazione deve tenere conto di questi aspetti. Non ci sono più alibi, il disordine (caos, imprevedibilità) è ineliminabile.

Tra illusioni e disillusioni dobbiamo… vivere
Cercando l’ordine e scappando dal disordine cerchiamo di vivere la nostra vita. Fare le giuste scelte lavorative, sentimentali. Crescere bene i nostri figli. Creare routine che ci supportino nei compiti quotidiani e nelle scelte (personali e professionali).
Purtroppo queste strategie vengono dal passato e non ci possono aiutare, soprattutto oggi. Quando è nato Internet chi sapeva precisamente cosa avrebbe portato? L’avvento dei social non è stato anticipato da un manuale sul loro corretto uso! E l’AI? Dove ci porterà? Sarà un aiuto o distruggerà l’Umanità?
Domande senza risposta, ma con cui dobbiamo fare i conti oggi.
L’ordine del passato era illusorio, ma lento
Nei secoli passati, per la maggior parte della gente, il mondo finiva oltre i confini della regione (contea, città, paese…) il contesto ridotto permetteva d’ignorare la complessità per chiudersi in un ordine che poco era influenzato dall’esterno (se non in forma di esercito invasore, carestia o evento naturale estremo). I figli imparavano il mestiere dai genitori, seguendo pedissequamente le istruzioni. Le innovazioni erano lente, c’era il tempo di adattarsi, affrontare il disordine con calma e cambiando poco alla volta, le strategie.
Oggi tutto questo tempo non lo abbiamo più.
Il disordine non è transitorio
Un paradigma mentale da superare è la convinzione che il disordine sia passeggero, un intervallo momentaneo fra due situazione di ordine. In realtà è necessario bilanciare l’ordine che ci da sicurezza, con il disordine che porta cambiamento e (se ben gestito) miglioramento.
Seguire il solco già tracciato è facile, ma non può condurre a strade inesplorate. Non porta miglioramenti, ma solo ripetizione del già fatto.
Goditi l’ordine e abbraccia il disordine
Ci sono momenti in cui abbiamo bisogno di ordine (stabilità, regole e procedure chiare da seguire), altri in cui, volenti o nolenti, subiamo il disordine (cambiamento, crisi, incertezza). In questo caso è importante navigarci dentro e cogliere tutte le opportunità che offre. L’ambiente del disordine è fertile per le nuove idee, schemi differenti, adattamento. Spesso si rischia la paralisi. Decido di non agire perché non ho più certezze. Questa è una trappola insidiosa.
Anche nel disordine puoi agire, magari a piccoli passi osservando come, le tue azioni, hanno influito sul sistema di riferimento. Permettiti di esplorare nuove strade, nuovi paradigmi e modi di fare.
Con i miei clienti costruisco una consapevole flessibilità. Cioè costruire abitudini, routine, strategie lasciandole aperte al cambiamento (all’imprevisto). Navigare il disordine con curiosità, scoprendo passo dopo passo, dove ci condurrà.
Se percepisci grande disagio di fronte all’imprevisto. Se hai la tendenza a controllare tutto in ogni momento, puoi trovare un valido supporto con un coach e counselor intraprendendo un percorso di consapevolezza.
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