18 Feb Come alimentare la fiducia nel team
Alimentare la fiducia non solo è possibile, ma indispensabile
La fiducia non la puoi instillare o insegnare. Non è possibile pretenderla. La fiducia è qualcosa che si dà. Ciò che tu puoi fare come leader è alimentare la fiducia nel tuo team attraverso azioni concrete e la costruzione di un ambiente in cui possa prosperare.
La cultura basata sulla fiducia è un investimento che torna all’azienda
Le organizzazioni che hanno messo la fiducia al centro delle proprie dinamiche interne ne hanno tratto enormi benefici: maggiore conservazione dei talenti, aumento della produttività, un clima lavorativo più sano e motivante, più collaborazione e meno conflitti.
Diversamente, dove manca la fiducia (o non è alimentata), le aziende sperimentano elevati livelli di turnover, scarsa collaborazione interna, esasperazione dei conflitti, fino al sabotamento delle attività dei colleghi.

In concreto, come si può alimentare la fiducia?
Questa è la domanda che mi rivolgono molti clienti, subito seguita da una frase del tipo:
Eh, ma noi qui bisogna lavorare (fatturare, guadagnare…)!
Giustissimo, ma alimentare la fiducia non esclude la prosecuzione dei progetti e la corretta ricerca del guadagno. La fiducia si può alimentare mentre si lavora.
Vediamo gli aspetti, a mio avviso, principali:
Coerenza e chiarezza
Mantenere gli impegni, la parola data, incarnare i valori che si proclamano a gran voce (o sul Sito Internet aziendale) è sicuramente elemento fondante per alimentare la fiducia. Questo non riguarda solo il manager, ma tutti i colleghi. Frequentare un ambiente che incarna coerenza è sicuramente piacevole, sappiamo che, se ci viene detto (promesso) qualcosa, l’altra persona farà di tutto per mantenere l’impegno preso.
La chiarezza su aspettative, ruoli, responsabilità, autonomia e limiti, è fondamentale. Definirli chiaramente e condividerli evita incomprensioni, aspettative errate. Lo stress diminuisce e, ogni collaboratore, sa cosa deve fare, come farlo e quali obiettivi deve raggiungere. Non basta spiegare ciò che il collaboratore dovrà fare, ma ci vuole uno sguardo più ampio ai limiti e all’autonomia che gli si concederà, agli obiettivi che dovrà raggiungere e ai tempi.
La qualità delle relazioni come antidoto allo stress
Al giorno d’oggi siamo in contatto con decine, se non centinaia di persone, possiamo comunicare in tempo reale con gran parte del globo, eppure il senso di solitudine sta aumentando.
Percepire di non avere intorno relazioni di qualità incrementa notevolmente lo stress. Uno dei fattori di cui meno ci accorgiamo, perché lo diluiamo nelle mille e mille attività con cui cerchiamo di riempire questo vuoto. Oggi si cerca sempre meno di fermarsi e pensare. Fermarsi stando soli con noi stessi. Piuttosto ci mettiamo a scrollare il telefono, visitare qualche social o seguire video di persone di cui non ci interessa nulla su argomenti che non ci toccano minimamente.
Le relazioni virtuali non valgono
Il contatto dal vivo, che ha creato relazioni umane per centinaia di migliaia di anni, è sempre più raro. Relazioni velocissime, fatte da un post sul social o da un messaggio al telefono sono la norma. Relazioni che sfiorano la superficie senza andare in profondità.
Come possiamo aprirci veramente e completamente a persone che hanno relazioni di questo tipo con noi? Non possiamo, semplicemente. Allora si premia la quantità piuttosto che la qualità. Cerchiamo follower, contatti, like, magare qualcuno osa pure un aperitivo in presenza, parlando di banalità che ci aiutano a riempire quello spazio di un paio d’ore, per essere subito dimenticate.

Comunicazione aperta, feedback di qualità, confronto
In un team che vuole alimentare la fiducia è imprescindibile una comunicazione fluida, aperta e assertiva. Ognuno porta il suo contributo, da e riceve feedback, si confronta con gli altri. Si promuovono le critiche, le visioni diverse e le opinioni. Tutto viene messo sul tavolo senza giudizio, ogni membro del team sa che potrà dare il proprio contributo senza subire conseguenze spiacevoli o sprezzante sarcasmo.
Le idee ovviamente non possono essere tutte accettate. Un sano confronto, entrando nel merito, di ciò che può essere posto in essere e ciò che non è, al momento, funzionale contribuisce ad alimentare la fiducia. La possibilità di fare critiche, dare opinioni diverse dal “capo” o dal pensiero comune, senza subire spiacevoli conseguenze, aiuta a sentirsi rispettati nel proprio ruolo e nelle proprie convinzioni. La fiducia si distrugge emarginando o marginalizzando i collaboratori, ne ho già parlato in un articolo che puoi leggere qui.
Gestione degli errori
Quando qualcuno del tuo team fa un errore cerchi un colpevole o un responsabile? Tendi ad alzare i toni, sgridare e colpevolizzare, oppure preferisci ascoltare, comprendere la situazione e aiutare il collaboratore a costruire strategie efficaci affinché non succeda più?
Naturalmente, per alimentare la fiducia, la seconda opzione è preferibile. Un collaboratore che commette un errore (nella stragrande maggioranza dei casi) già si sente mortificato. Ha bisogno di sostegno, che non significa certo dirgli bravo, ma d’intravedere la possibilità di porre rimedio ed essere attore principale nella costruzione della soluzione. Dove l’errore è visto come modalità di apprendimento la fiducia si alimenta spontaneamente (oltre ad abbassare stress e ansia). Un ambiente di questo tipo genera maggiori innovazioni, soluzioni creative e miglioramenti continui.
Anche la meritocrazia può alimentare la fiducia
Immagina un ambiente dove, il tuo impegno, le tue idee brillanti, i tuoi risultati non influenzano minimamente il modo in cui sei visto dai responsabili e la tua carriera. Come ti sentiresti? A che livello sarebbe la tua fiducia nel team e nell’azienda?
Ecco come la meritocrazia diventa un fattore per alimentare la fiducia. Sapere che, il tuo impegno, sarà riconosciuto, che i tuoi sforzi non sono vani, ma contribuiscono a costruire la tua autorevolezza e professionalità incrementa l’ingaggio con il team e la fiducia nei colleghi.
E le emozioni?
Poter manifestare le tue emozioni, ovviamente nei limiti della buona educazione, poterti mostrare fragile in un momento emotivamente significativi, avere il “permesso” di mettere giù la “maschera”, perché anche ansia, paura, dubbio incertezza… sono accolti dal tuo team senza giudizio è uno dei più efficaci modi per alimentare la fiducia. Tutti noi attraversiamo momenti sfidanti (o tetri). Chiunque lavori da qualche tempo ha passato momenti di stanchezza. Per creare relazioni di fiducia si passa anche da qui.
Per alimentare la fiducia del team puoi farti supportare dalla formazione, con il supporto di un coach e counselor puoi fare una valutazione di tutto quanto abbiamo scritto in questo articolo e trovare strategie efficaci per rinforzare relazioni, comunicazione, feedback e fiducia.
Con l’attivazione di uno sportello di counseling in azienda puoi prevenire i problemi legati alla fiducia nel team e far seguire, passo passo, i tuoi collaboratori a rinforzare le loro aree di miglioramento,
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