Colloquio, tabù e domande scomode - Umberto Maggesi Consulente
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Colloquio, tabù e domande scomode

colloquio

Colloquio, tabù e domande scomode

Colloquio di lavoro, chi sceglie?

Il mercato del lavoro si è polarizzato (ormai da qualche anno) fra chi non riesce a superare il primo colloquio e chi può scegliere in quale azienda collocarsi.

Sì! Sono i candidati (competenti, con un buon curriculum, con abilità diversificate) che dicono “vi farò sapere“. Oggi le aziende che vogliono assumere profili qualificati devono avere appeal, interessare.

Segnalo questo ottimo report del mio partner Fòrema e di Confindustria Veneto Est che evidenzia le preferenze dei giovani nella scelta dell’azienda dove collocarsi..

Eh sì c’è anche (fra le prime posizioni) lo stipendio, giusto per sfatare il mito che i giovani non sono interessati alla retribuzione. Ma non basta solo questo!

Colloquio di lavoro, le domande scomode

Ma non è di questo che voglio parlare. C’è un aspetto nei colloqui di lavoro e nell’atteggiamenti dei recruiter e cioè la percezione che, a un colloquio di lavoro, il candidato non debba chiedere quanto prenderà, se è previsto lo smart working, quante ferie, i benefit e via dicendo.

Sembra che solo l’azienda possa mettere sul tavolo le proprie esigenze, ma il candidato no! Mi sembra un atteggiamento legato a una visione del rapporto datore di lavoro/dipendente ormai superata.

Almeno non chiederlo subito

Qualcuno sostiene che parlare al primo colloquio di stipendio, ferie, smart working e benefit, significhi poca professionalità o poca serietà.

Quindi quanto dovrebbe aspettare il candidato per farsi un’idea completa? Il secondo colloquio? Il terzo? Dopo venti minuti o venticinque?

Il colloquio deve essere utile per entrambi

Comunicare francamente le proprie esigenze ritengo sia indice di professionalità. Sappiamo che è già difficile valutare le reciproche posizioni in uno, due o tre colloqui, se poi ci aggiungiamo il non detto si rischia di prendere grosse cantonate e perdere tempo (e soldi).

Lo stipendio, la possibilità di fare smart working e i benefit sono componenti importanti della vita lavorativa. Chiarire, il più presto possibile, tutti gli aspetti è fondamentale e non vedo perché, se da una parte si presenta una job description precisa e meticolosa, dall’altra non si possa domandare di retribuzione, orari, benefit ecc.

colloquio stipendio

La mia esperienza nei colloqui non fa statistica

Ho aiutato diversi manager a costruire domande mirate per dirigere un colloquio di lavoro, ovviamente la mia esperienza non fa statistica, ciò che ho scritto in questo articolo è quello che ho rilevato (e che mi ha procurato qualche frizione con i clienti).

Anzi, il mio consiglio è lasciare i candidati liberi di fare domande, esprime dubbi, fare richieste. Mostrare che, la propria azienda, è aperta a prendere in considerazioni le esigenze dei candidati (che non significa accettarle).

Quello che contesto è la chiusura verso un approccio collaborativo che mette sul tavolo le esigenze di entrambe le posizioni.

Fare un colloquio di lavoro o sostenerlo come candidato non si improvvisa. Con il supporto di un Coach e Counselor puoi allenarti a costruire una relazione virtuosa fin dal primo colloquio, che tu sia un candidato o un recruiter.

Per informazioni contattami QUI 

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Colloquio, tabù e domande scomode

by Umberto Maggesi Tempo di lettura: 3 min