24 Giu interpretazione dei comportamenti
Interpretare i comportamenti degli altri, uno sport pericoloso
Nelle interazioni relazionali è inevitabile interpretare i comportamenti delle altre persone e spingersi a dare una interpretazione:
“Non mi ha salutato perché gli sono antipatico”
“Ecco, non mi ha coinvolto nella riunione… vuole farmi fuori”
“Sta gridando, evidentemente è arrabbiato”
“Non ha versato una lacrima al funerale di suo padre, si vede che non gli interessa”
Solo pochissimi esempi per un processo che facciamo continuamente. Siamo macchine giudicanti, ha affermato Blaise Pascal. Inevitabile (e utile) ci è servito fin dagli albori della civiltà, per sopravvivere. Tuttavia ha risvolti che vale la pena considerare a cominciare da quelli culturali e sociali. Perché, quando esprimiamo un giudizio su un comportamento, siamo influenzati dalla cultura in cui siamo cresciuti, dalle nostre credenze e valori, nonché dallo stato fisiologico del momento.
In questo articolo voglio condividere con te i risultati di uno studio dove si è cercato di comprendere come la cognizione culturale, influenzi il nostro giudizio.
Lo studio, interpretazione del comportamento e cognizione culturale
A un gruppo di persone è stato mostrato un video di una reale manifestazione a Cambridge, nel Massachusetts. Dopo di che il gruppo di osservatori è stato diviso in due.
Al primo gruppo è stato detto che i manifestanti erano pro-vita (antiabortisti), davanti a una clinica per l’interruzione di gravidanza.
Al secondo gruppo è stato detto che i manifestanti erano attivisti LGBTQ+ che manifestavano contro la politica militare del “Don’t ask, don’t tell” fuori da un centro di reclutamento universitario.
I partecipanti dovevano agire come giurati e stabilire se il comportamento dei manifestanti fosse una legittima espressione di opinioni (protetta dal Primo Emendamento) o una condotta illegale e violenta (da sanzionare).
Interpretare il comportamento, significa filtrare attraverso la propria cognizione culturale
Quando i manifestanti venivano descritti come anti-abortisti (Pro-vita):
- I partecipanti di orientamento progressista (liberal/egualitari) hanno percepito i manifestanti come aggressivi, intimidatori e violenti. Hanno affermato che il video mostrava chiaramente i manifestanti mentre ostruivano fisicamente il passaggio dei pedoni, bloccavano l’accesso alla clinica e urlavano minacce in faccia alle persone.
- I partecipanti di orientamento conservatore (gerarchici/comunitari), guardando lo stesso identico comportamento, hanno visto una protesta pacifica e legittima, negando che ci fossero blocchi fisici o intimidazioni.
Quando i manifestanti venivano descritti come attivisti LGBTQ+:
- La percezione si è esattamente ribaltata. I conservatori hanno interpretato i movimenti e le urla dei manifestanti come una condotta ostile, coercitiva e minacciosa volta a bloccare l’accesso al centro. I progressisti, al contrario, hanno visto gli attivisti come pacifici cittadini che esercitavano la loro libertà di parola in modo appassionato ma non violento
Dan M. Kahan e il suo team hanno concluso che i fatti non parlano da soli, ma i comportamenti vengono interpretati (filtrati, etichettati) dall’osservatore.
Il cervello umano sperimenta un forte ragionamento motivato: per proteggere la propria identità culturale e il proprio senso di appartenenza a un gruppo.
Gli individui alterano la percezione sensoriale della realtà (in questo caso, l’interpretazione dei movimenti corporei e delle intenzioni in un video) per farla coincidere con ciò che politicamente desiderano vedere. Il fenomeno della polarizzazione è molto forte in politica (oltreché nell’ambito religioso).
Anziché interpretare i comportamenti degli altri fai domande, approfondisci, allarga la cornice
Il confronto e una buona comunicazione posso aiutarti a uscire dalla cognizione culturale e dal ragionamento motivato. Se hai dubbi sul comportamento di qualcuno (che sia parente, partner, amico, collega o capo) chiedi, fai domande, ascolta il punto di vista dell’altro. Esprimi chiaramente la tua interpretazione in forma di domanda, non di giudizio.
Il confronto con chi ha una cognizione culturale diversa dalla tua è un ottimo modo per allargare gli orizzonti. Che non significa essere d’accordo o cambiare opinione.
Non interpretare il comportamento degli altri è facile?
Assolutamente no! Credo che sia una delle cose più difficili al Mondo. Tutte le società sono schierate nel “noi” contro “loro”, i “giusti” contro gli “sbagliati”, quelli che “hanno ragione” contro quelli che “hanno torto”.
Il percorso con un counselor e coach può aiutarti a riconoscere i tuoi bias e le influenze che la cultura e la società in cui sei immerso hanno sui tuoi giudizi. Questo significa libertà! Libertà di agire e scegliere in maniera consapevole.
Per approfondimenti o prenotare un colloquio conoscitivo senza impegno, puoi scrivermi qui.
La consapevolezza ti renderà libero!
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