Il mentoring è morto? - Umberto Maggesi Consulente
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Il mentoring è morto?

mentoring

Il mentoring è morto?

Mentoring e generazioni al lavoro

Lavorando con i manager, una delle lamentele  che più emerge, è la difficoltà a formare le nuove generazioni. I feedback che mi arrivano sono del tipo:

“Anziché chiedere vanno su Internet”

“Ormai, con l’AI pensano che qui non c’è nulla da imparare”

“Non sopportano i feedback, sono permalosi “

“Sanno tutto loro”

e via di questo passo. É tutto vero? Ormai possiamo chiudere la bara sul mentoring?

Mentoring, un ponte umano

mentoring relazioneNella costruzione di buone relazioni, il mentoring è uno strumento fondamentale. Non si tratta solo di trasmettere competenze tecniche, ma di costruire una relazione di fiducia e supporto a lungo termine, fondamentale per lo sviluppo personale e professionale dei dipendenti. Team dove il mentoring è pratica comune sono più uniti, collaborativi e solidali, nonché tecnicamente competenti.

Mentoring e trasmissione dell’esperienza

Numerose aziende di successo hanno integrato il mentoring come prassi consueta. I benefici sono riconosciuti e supportati da molti studi: aumento della produttività, rafforzamento della cultura aziendale basata sull’apprendimento, migliori relazioni e comunicazione, riduzione del turnover dei dipendenti.

mentoring trasmissioneIl mentore non si limita a dire “cosa fare”, ma condivide il proprio vissuto professionale (e perché no, personale), offrendo una prospettiva reale e concreta  sulle sfide e le dinamiche del settore e dell’organizzazione. Il mentoring offre un supporto emotivo e strategico fondamentale per sviluppare antifragilità e autoconsapevolezza nei professionisti più giovani, aiutandoli a navigare la complessità del Mondo del lavoro.

Mentoring e nuove generazioni

Le nuove generazioni si distinguono per un approccio all’apprendimento che si rivolge principalmente al digitale (Web, AI, Motori di ricerca). Sono abili nel cercare informazioni in autonomia attraverso il Web, integrando l’Intelligenza Artificiale per ottenere risposte veloci e coaching personalizzato.

Questi strumenti digitali sono potenti acceleratori per l’acquisizione di conoscenze consapevoli (o esplicite): fatti, dati, procedure tecniche, best practice. L’AI può generare checklist, riassunti, feedback su bozze e persino simulare conversazioni, rendendo l’apprendimento molto efficiente.

Tuttavia, esiste una dimensione formativa che rimane appannaggio esclusivo della relazione umana.

Apprendimento Inconsapevole (o implicito): Il Cuore del Mentoring

L’insegnamento inconsapevole si manifesta non attraverso un programma strutturato o una lezione frontale, ma nella quotidianità, nell’osservazione e nell’imitazione. A esempio il modo in cui un mentore gestisce lo stress in una crisi, come prende una decisione difficile, in che modo comunica un fallimento o vive l’etica professionale. Questi sono tutti apprendimenti che il mentee assorbe in modo implicito.

L’esperienza non codificabile, quel “saper fare” che non puoi mettere sui manuali, ma ottenerlo solo dopo anni di pratica, non si trova sul Web o nei motori di ricerca. Un algoritmo non può mostrartelo. È la saggezza di navigare le politiche aziendali, leggere tra le righe e comprendere le dinamiche interpersonali.

Infine, la costruzione della fiducia, l’empatia, l’ascolto attivo, la capacità di dare e ricevere feedback non giudicante. Sono risorse vitali che si sviluppano solo attraverso una relazione umana autentica.

Il mentoring non è morto! Rimane ancora un’approccio fondamentale nella costruzione di una cultura d’impresa forte, dove l’esperienza pregressa viene valorizzata e l’essere umano rimane al centro della crescita.

Probabilmente è necessario un approccio diverso e una comunicazione mirata sulle nuove generazioni. Vedo diverse aziende ogni settimana e, quando c’è buona relazione e comunicazione, il mentoring diventa più facile ed efficace.

Lavorando con un mental coach e counselor puoi costruire un sistema (team, ufficio, azienda, grande organizzazione) dove il trasferimento di competenze è più facile, garantendo la capacità di affrontare ogni sfida in maniera consapevole a tutti i collaboratori.

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Il mentoring è morto?

by Umberto Maggesi Tempo di lettura: 3 min