25 Mar La Motivazione sul lavoro richiede manutenzione continua
La motivazione sul lavoro
Allo sportello di counseling aziendale, la maggior parte delle richieste riguardano aspetti legati alla motivazione sul lavoro. Diversi professionisti, che inizialmente erano entusiasti e motivati nell’attività professionale, sentono di aver perso “qualcosa”, di non sentirsi più appagati come un tempo.
Spesso non è nulla di definito, nelle sessioni di counseling la prima sfida è identificare cosa “si è perso per strada”. La motivazione sul lavoro è nutrita da diversi aspetti, più o meno importanti rispetto alla persona, i suoi valori, le sue credenze e aspettative.
La stabilità è fondamentale alla motivazione sul lavoro
Forse è banale dirlo, ma il primo aspetto è la stabilità dell’azienda. Un’azienda che annaspa non è certo il miglior alleato della motivazione dei dipendenti. Stabilità anche sulle strategie e decisioni prese. Un’organizzazione che cambia piano ogni settimana, che contraddice le disposizioni date pochi giorni prima, per poi tornare sui suoi passi in un secondo tempo, distribuisce generose quantità di ansia ai dipendenti. Infine ci sono casi limite dove i ruoli non sono bene definiti, non si capisce chi fa cosa, dove sono i limiti e dove finisce l’autonomia dei collaboratori. Il caos non piace, abbiamo bisogno di stabilità e fiducia nell’organizzazione a cui apparteniamo.
Anche lo stipendio (e la certezza che arrivi ogni mese) è importante, anche per le nuove generazioni, anche se noi GenX tendiamo a ignorarlo. Ci sono ovviamente tanti altri aspetti, ma non riesco più a tacere quando sento dire: “ormai lo stipendio non è più importante“. La motivazione sul lavoro è anche rinforzo estrinseco e lo stipendio gioca un ruolo fondamentale.
Meritocrazia
Come posso essere motivato a lavorare in un ambiente dove, ciò che realizzo, l’impegno che ci metto, la fatica che faccio, sono ininfluenti al riconoscimento personale? Dove tutti questi aspetti non concorrono ad aumentare le mie possibilità di fare carriera? Il riconoscimento del proprio lavoro è forza motrice per il futuro, è energia che posso impiegare nei momenti di difficoltà, con la certezza che il mio impegno sarà riconosciuto. Se manca questa percezione è inevitabile disinnamorarsi del lavoro, dell’ambiente e dell’azienda.
Motivazione sul lavoro e percezione di controllo
Altro aspetto è la percezione di controllo che ho sul mio lavoro. Lo spazio di autonomia in cui posso muovermi liberamente. Il potere decisionale che ho. In un ruolo completamente eterodiretto, senza la minima possibilità di cambiare alcunché (compresi gli aspetti non funzionali) divento un macchinario che agisce automaticamente. Il risultato è uno scollamento dalla realtà lavorativa e certamente nessun senso di scopo.
Il senso di scopo
Hai un’idea precisa di come, il tuo apporto professionale, contribuisce agli obiettivi della tua organizzazione? Se la risposta è sì, ottimo. Spesso questa percezione manca. Parlo con professionisti che lavorano senza avere idea (o molto poca) dell’utilità del loro ruolo alla mission aziendale. In alcuni casi è una carenza involontaria, in altri una precisa strategia del management con atteggiamenti del tipo: “lui deve sapere solo ciò che gli serve per lavorare”
Invece percepire come e dove il tuo apporto è importante per l’azienda rinforza l’autostima, il senso del tuo lavoro, aiuta persino il senso di appartenenza e dà un grande perché agli sforzi che compi ogni giorno.
L’ambiente e il clima aziendale
Devo forse convincerti che, se sono all’interno di un team che collabora, dove le relazioni sono buone, dove c’è integrazione e rispetto per tutti, si lavora meglio e con più motivazione?
Credo proprio di no. Un ambiente tossico, dove ci sono continui conflitti irrisolti, dove c’è bisogno di “guardarsi le spalle” non è certo il terreno ideale per coltivare la motivazione dei collaboratori. Il posto di lavoro non deve diventare una trincea, fare attenzione alle relazioni nel team, al livello di collaborazione fra colleghi è importante per mantenere il clima positivo e facilitante.

Anche il bilanciamento fra vita professionale e privata è un elemento importante, un’attenzione in più ai bisogni dei dipendenti.
Qui abbiamo valutato i principali aspetti, ovviamente ognuno è diverso e, la mancanza di motivazione sul lavoro, può essere originata da altri fattori. Per questo è fondamentale uno spazio di ascolto con un professionista che aiuti a fare chiarezza. Lo sportello di counseling è uno strumento molto potente, crea una relazione continuativa fra counselor e dipendenti, è un modo più efficace per dare strumenti ai professionisti e ritaglia momenti di consapevolezza fondamentali per riprendere il controllo della propria vita lavorativa.
Il coach e counselor possono aiutarti a creare uno spazio per prevenire il calo di motivazione, aiutare a gestire i conflitti e dare strumenti efficaci per la gestione relazionale dei tuoi dipendenti.
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