01 Apr Istruzione collaborativa, dalla scuola all’azienda
L’istruzione collaborativa è l’apprendimento del futuro
Per secoli la scuola è stata considerata il “deposito” della conoscenza. I professori “elargivano” la loro conoscenza e gli studenti imparavano. Tuttavia c’è un modello molto più efficace per imparare: l’istruzione collaborativa.
Il concetto di istruzione collaborativa è stato formalizzato da Kenneth A. Bruffe nel suo libro “Collaborative learning“. In sostanza: studenti che vengono stimolati a studiare insieme, confrontarsi, approcciarsi all’apprendimento in maniere diverse, imparano più velocemente e meglio, oltre ad acquisire importanti competenze relazionali.
Le verità sono livelli di significato. A ognuno il suo
Le “verità” che costruiamo nella nostra mente sono livelli di significato che noi che attribuiamo alle nostre esperienze condivise con altri e nel mondo che ci circonda. Ognuno ha la sua interpretazione, legata a valori, credenze, livello culturale, ruolo, esperienze pregresse… L’istruzione collaborativa (guidata da una buona comunicazione e apertura mentale) aiuta a mettere in relazione tutte queste “verità” per arrivare a un approccio più completo sulla questione.
In altre parole: ognuno di noi ha uno “spicchio” di percezione su tutte le questioni del mondo. Unire gli “spicchi” di più persone permette una visione più ampia e diversificata del problema, secondo sensibilità, cultura, ruolo e approcci differenti.

Istruzione collaborativa per allenare alla relazione
Oltre a imparare meglio, l’istruzione collaborativa, allena i giovani a confrontarsi, arrivare a compromessi, portare attenzione a punti di vista diversi e ai feedback che gli altri gli danno. La scoperta che, la saggezza del gruppo è maggiore delle conoscenze di ciascuno dei suoi membri e che, l’istruzione collaborativa, aumenta la saggezza del gruppo, stimola a farne sempre più uso e ad aprirsi al diverso e al nuovo.
Dall’istruzione collaborativa ai team
Tutto questo può aiutare le aziende? Ritengo di sì! Saper lavorare in team, essere aperti a punti di vista diversi, accogliere i feedback come occasioni di crescita sono competenze che possono essere imparate. La percezione dell’importanza di un buon lavoro di squadra arriva col tempo e l’esperienza. Risolvere i problemi in team abbassa il livello di stress, arricchisce ogni membro a ogni occasione di confronto, aumentando la “saggezza” (e competenza) del team.
Anche la formazione, il mentoring e il reverse mentoring sono occasioni per confrontarsi e aiutarsi reciprocamente e diventare più saggi. Il cambio di paradigma sta tutto qui: non più una conoscenza “versata” nella testa del discente, ma un confronto aperto e collaborativo mettendo in campo le proprie unicità.

Che sia apprendimento, formazione, risoluzione di un problema, costruzione di una strategia; il gruppo è sempre più competente del singolo. Ovviamente un gruppo che sa collaborare, comunica efficacemente è aperto al confronto e accetta di buon grado i feedback, nonché ha un alto grado di fiducia fra i suoi membri.
Tutto questo non si costruisce in un giorno. L’ambiente è fondamentale. Le abitudini nel tuo gruppo sono da valutare attentamente. Ad esempio:
quando c’è un problema come lo gestite?
Il capo si chiude in ufficio e pensa a una soluzione da comunicare ai sottoposti?
Il responsabile del settore si arrangia da solo a pensare a una soluzione?
Oppure il team si riunisce e ognuno propone la sua idea, si discute e si trova una soluzione tutti insieme?
Con il supporto di un coach e counselor puoi dare strumenti e strategie al tuo gruppo per comunicare efficacemente, apprendere l’arte del confronto costruttivo, trovare il miglior valore aggiunto ai feedback, gestire al meglio i conflitti, rinforzare il senso di appartenenza.
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