08 Apr Il manipolatore, se lo riconosci puoi difenderti
Ammettiamo che un po’ manipolatori lo siamo tutti. Per ottenere qualcosa dagli altri mettiamo in campo strategie (più o meno consapevoli) per aumentare le nostre possibilità. Tuttavia, esistono persone che fanno della manipolazione un modo di vivere. Persone che non mostrano il minimo interesse alle esigenze degli altri e cercano, con tutti i mezzi a disposizione, di ottenere ciò che desiderano, fino ad arrivare alla violenza psicologica.
Il manipolatore, se lo riconosci sei già a buon punto
Il primo passo è consapevolizzare che si è manipolati. Spesso, il rischio, è di entrare in una dinamica manipolativa e restare passivi, contribuendo a intensificare la relazione tossica. Vediamo come riconoscere la manipolazione.
Sempre in accordo
Ti capita di essere sempre d’accordo con l’altra persona, anche quando dentro non lo sei? Cambiare opinione è indicativo di intelligenza e apertura mentale, ma solo se sei davvero convinta/o degli argomenti dell’altra/o. Essere d’accordo per non offendere, per senso di colpa, per paura… è la risposta a un atteggiamento manipolatorio. Non poter (o voler) esprimere le proprie opinioni in una relazione è un campanello d’allarme che dovrebbe farti riflettere.
Mai ascoltato
Un altro campanello di allarme è la sensazione di non essere ascoltato. Che sia vita privata o professionale la sensazione di disagio (o vera e propria ansia) che deriva dal non sentirti ascoltata/o diventa sempre più forte. Ti capita spesso di imbatterti in situazioni in cui cerchi di esprimere un tuo problema e l’altra/o devia il discorso, minimizza, dice che sono tutte tue fantasie, oppure inizia a parlarti dei suoi problemi che, ovviamente, sono sempre più grandi e importanti dei tuoi.
Il manipolatore ti riempie di elogi
I complimenti e gli elogi piacciono a tutti e il manipolatore lo sa. Se ti sommerge di elogi, per lo più generalizzati, probabilmente non sono molto sinceri. Nota se, a seguire il complimento o l’elogio ti chiede qualcosa. Ecco che hai identificato la finalità! I complimenti e gli elogi si fanno per premiare un comportamento virtuoso, non per ottenere qualcosa.
Il manipolatore non si prende le sue responsabilità
Persone che evitano la responsabilità delle proprie azioni, che hanno sempre un colpevole (o una scusa) per giustificare ogni fallimento potrebbero essere manipolatori. Il manipolatore sa benissimo come stanno le cose, ma riesce spessissimo a scaricare la responsabilità su altri utilizzando strategie e comunicazione che ha allenato per anni.
Il manipolatore è eccessivamente controllante
Questo aspetto si nota di più nelle relazioni sentimentali, ma può estendersi anche alla sfera professionale. Il manipolatore controlla ogni aspetto della tua vita (o del tuo lavoro), soprattutto dal punto di vista relazionale. Se cerca di decidere chi puoi incontrare, vedere. Se ti fa capire che con quella persona è meglio non parlare, non confrontarsi, non ascoltarla stai molto attenta/o.

Picchi di idealizzazione e svalutazione
Dai complimenti al sottolineare ogni difetto. Dall’affetto quasi soffocante al silenzio e distacco. Affidarti progetti importanti, per poi relegarti in ultima posizione e neppure ascoltare le tue proposte. Questo comportamento manipolatorio mira a creare confusione, disancorare certezze e autostima, in modo che la manipolazione sia più efficace. Nella sfera sentimentale può creare dipendenza affettiva.
Demolire la percezione dell’altro
Ultimo comportamento, che va sotto il nome di gaslighting è la tendenza a riscrivere la realtà a uso e consumo del manipolatore. Ti convince che “le cose non sono andate in questo modo” che lei/lui non ha detto quelle parole. Che ti stai inventando tutto. Nei casi più gravi l’altra persona comincia a dubitare delle proprie percezioni, affidandosi all’altra e facendo il gioco del manipolatore.
La tipica comunicazione del manipolatore nella sfera privata:
“Se davvero tenessi alla famiglia, non mi costringeresti a reagire così.”
“Ricordi male, non è andata così… oppure stai mentendo spudoratamente.”
“Dopo tutto quello che faccio per te, questo è il ringraziamento?”
“Stai esagerando, ingigantisci sempre tutto…. stai facendo di un sassolino una montagna””
“Sei tu che me lo fai fare (dire)… mi sei sempre contro.”
La tipica comunicazione del manipolatore nella sfera professionale:
“Se fossi davvero motivato (collaborativo, professionale), non avrei bisogno di chiedertelo due volte.”
“Non sei obbligato a farlo, ma sai che qui ci aspettiamo collaborazione…”
“Sei l’unico che può prendersi questo incarico, non farmi pentire della fiducia che ti ho sempre dato.”
“Non capisco perché ti lamenti: i tuoi colleghi non hanno tutti questi problemi.”
“Non voglio metterti pressione… ma serve entro oggi.”
Con questa carrellata voglio portare la tua attenzione alla qualità delle relazioni che ti circondano. Il benessere passa anche da una buona gestione delle relazioni. Nel prossimo articolo vedremo come comportarsi e rispondere a un manipolatore.
Con il supporto di un coach e counselor puoi intraprendere un percorso personalizzato per aiutarti a uscire da dinamiche disfunzionali e creare strategie efficaci di autodifesa.
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